martedì 17 agosto 2021

Jessica Bruder - Nomadland

 


Ogni giorno in America, il paese più ricco del mondo, sempre più persone si trovano a dover scegliere tra pagare l'affitto e mettere il cibo in tavola.

Saggio o racconto d'inchiesta della Bruder, giornalista che si occupa di sottoculture e questioni sociali. Per scrivere Nomadland ha vissuto per mesi in un camper, documentando la vita degli americani itineranti che hanno abbandonato la loro casa per vivere la strada a tempo pieno, unica via per non essere travolti da un'economia sempre più precaria, nella completa assenza di un welfsre state.

L'America non è nuova al nomadismo: già durante la Grande Recessione degli anni 30 "le roulotte entrarono per la prima volta nella produzione di massa" . Persone che non volevano più vincoli di affitto e diventate libere. Ma il sogno rimaneva unico: ritornare a possedere una casa e ritornare nei ranghi che la società impone. Con la crisi del 2008 moltissimi si ritrovano senza lavoro, senza la possibilità di onorare i debiti e così scelgono di essere workemper, una forza lavoro soprattutto over 50/60 che con un'ottica ottimistica accetta lavori da colossi della vendita online a costo minimo salariale e senza alcun tipo di assistenza.

"Ho trovato la mia gente: un gruppo raffazzonato di disadattati che mi hanno circondato con amore e accettazione. Per disadattati non intendo perdenti o sbandati. Erano intelligenti, compassionevoli, laboriosi americani a cui è caduta la banda dagli occhi. Dopo una vita a rincorrere il Sogno Americano, sono arrivati alla conclusione che non era altro che un gigantesco imbroglio".

Seguiamo quindi la vita di Linda e del suo sogno da ultrasessantenne: comprare un terreno dove costruire una Earthship. Incontriamo persone uniche che si danno una mano, che comunque devono "sopravvivere" per vivere, quando da noi, parlo di Italia, la pensione arriva come dovuta. Li di dovuto non c'è nulla, poiché contanto più le cose che le persone.

Libro profondamente ottimista e empatico senza scadere nell'ovvio. Imprescindibile per lo spaccato di America.

martedì 10 agosto 2021

John Woods - Lady Chevy


"A sentire la mia famiglia, il sottinteso è che la nostra comunità è salda grazie alla sua omogeneità etnica, alle origini, alle tradizioni culturali e ai valori condivisi".
Amy vive in una cittadina dell'Ohio sui monti Appalachi, da generazioni fonte di vita pura fino all'arrivo delle grosse società minerarie che, promettendo facili guadagni o intimidendo gli ignari cittadini, scavano e sbancano le montagne. Non solo, trivellano e inquinano l'impossibile con gli scarti di lavorazione e i composti chimici adatti alla lavorazione. E' qui che lei vive, diciottenne in attesa di fuggire, con una famiglia americana come tante, piena di debolezze, di ignavia e di codardia. E' qui che lei si muove, bullizzata da sempre per il peso maxi tanto da venire soprannominata Chevy perchè il suo sedere sembra il retro di una Chevrolet; ha due amici che forse conosce ma che non conoscono lei, anima in evoluzione.
"I tuoi sogni sono i tuoi sogni. E sono sogni belli e utili. Di questo non dubitare mai. Ma il mondo non ti stenderà il tappeto rosso. Il mondo se ne frega".
Amy vuole scappare e andare all'università, ma si lascia coinvolgere in un folle progetto dal suo amico Paul. Quali saranno le conseguenze di quella notte? Riuscirà a riemergere e a perseguire i suoi desideri?
"Il mio futuro sta per essere inghiottito. Per riprendermelo devo superare la tempesta. Non sono più stupida, basta maledire la sfortuna, l'ingiustizia o il fato, come una bambina che frigna".
Chevy è figlia del suo tempo, di un'America che sta per lasciare Obama per inneggiare Trump quale salvatore mondiale di ogni singolo americano, del tempo in cui è normale tenere fucili in casa e usarli sia per compiere stragi sia per atti individuali, senza emozione, senza pietà. Perchè l'anima che si risveglia, inquieta, è quella reduce del KKK e della salvaguardia della razza.
"Solo la violenza può salvarci, può salvare la razza bianca. Nient'altro". L'America descritta nella cittadina è una pentola a pressione, pronta ad esplodere, con qualche sbuffo di vapore ogni tanto.
"Non sono arrabbiato. Capisco che ci sono degli istinti al lavoro dentro di te. Desideri di cui non sei nemmeno ancora consapevole. I maschi nella tua posizione... sovvertono il genere dominante per mezzo delle donne, il romantico ventre molle". Non c'è amore per le donne americane: o sono oche e stupide, o attraversano l'oscurità dei loro cuori o ci vivono dentro, come la madre di Amy. 
"Noi funzioniamo solo in base a ciò che richiede la nostra biologia. Se abbracciassimo onestamente quello che siamo, svilupperemmo naturalmente una relazione superiore con la terra. Un ambientalismo efficace deve disumanizzare gli esseri umani". Come si fa a non essere d'accordo con questa logica folle, mostruosa? Solo L'uomo ha creato la civiltà ed ha provato orrore per la legge del più forte. Mors tua vita mea si diceva una volta, termine ancora usato dai più cinici.
"Mi diverte sempre il presupposto che i politici e la politica sarebbero la causa e non l'effetto di più ampie forze subliminali attive all'interno di una cultura. E' un mito che offre all'elettorato l'illusione della scelta. E' solo teatro, buono per intrattenere il gregge".
Romanzo durissimo, quasi un horror, una critica feroce al sistema corrotto che genera ricchi dai ricchi e poveri sempre più poveri. Amy dovrà scendere a patti con il buio della sua anima per recuperare il diritto ad una vita diversa e migliore; soprattutto di poter decidere quale futuro avere.
Indimenticabile.

 

sabato 7 agosto 2021

Madeline Miller - La canzone di Achille


 Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto.

Chi era Achille se non lo splendido eroe che conosciamo o dai classici o dal film 🎥 kolossal Troy? Qui c'è molto di piu: dall'infanzia presso il padre, dal rapporto con la madre Teti, ninfa del mare, da quello con Chirone suo insegnante, fino all'epilogo durante la guerra di Troia. Sempre assieme a Patroclo, voce narrante in vita e nell'aldilà. 

Ecco una storia che, come un buon film fatto bene, mi ha fatto piangere alla fine. È la narrazione di grande amore e fiducia, quando ognuno da' il meglio perché l'altro lo chiede, quando si viene spronati ad essere migliori di quello che si è. Ed è vero che Patroclo fu il migliore tra i Mirmidoni, saggio, pacato, coerente e leale. Un uomo degno di stima che ama, riamato, il suo Achille, il semidio con troppe profezie alle spalle. E Achille si rifugia in lui trovando uno scopo in quella sua vita troppo ambita da molti.

Una storia bellissima e scritta molto bene che evidenzia pregi e difetti di un'intera umanità. 

Assolutamente consigliato. 

domenica 1 agosto 2021

La Vedova - Fiona Barton


 Una tazza di tè, è questo il filo conduttore che ho trovato in questo thriller psicologico di puro stampo british.
Jean è sposata da giovanissima con un uomo, sembra, pieno di carisma. Ma che ha anche volontà ferrea, un narcisismo evidente e la propensione alla manipolazione. E che ha un debole per le bambine. È stato lui a rapire la piccola Belle?
Che personaggio strano Jean, manipolata e consapevole di esserlo, fino a quasi, sindrome di Stoccolma?, rendersi complice. L'unica colpa aver desiderato un figlio suo e scoprire la dipendenza dal porno del marito. L'ispettore è umanissimo, Bella è il suo cold case e solo grazie alle intuizioni giungerà alla soluzione finale.
Che dire del marito porco? Nulla, leggendo si scoprirà che è esattamente uno stereotipo. Servirà a formare la coscienza di chi stare alla larga. Consigliato, ma armandosi di volontà e pazienza. Ha una buona trama e un buon approfondimento psicologico.

venerdì 30 luglio 2021

John Grisham - I segreti di Grey Mountain


 Letto con calma nella settimana di vacanza in Catalogna, tra Delta dell'Ebro e Barcellona,  la storia narra di una giovane avvocatessa licenziata all'inizio della Grande Crisi che trova lavoro come stagista in uno sperduto paese negli Appalachi tra storie di minatori, compagnie minerarie, malattie conseguenti. Non mancano i risvolti comici.
Libro leggero, senza pretese di approfondimenti psicologici dei personaggi che ha come fulcro denunciare lo scempio della distruzione delle montagne e della natura.
Decisamente da ombrellone, però Grisham è una garanzia: è scorrevole, preciso e tecnicamente adeguato.

venerdì 23 luglio 2021

Marco Vichi - Morte a Firenze

 


Mi ci è voluta molta buona predisposizione per arrivare a metà del libro, la prima parte non mi prendeva, ma dopo la storia è decollata e il commissario Bordelli è entrato nelle mie simpatie. 
Prima, durante e dopo l'alluvione di Firenze del 66 si snoda la ricerca di chi ha ucciso e stuprato un ragazzino, tra la città di Firenze e i boschi limitrofi. Il Bordelli, con la tenacia che sembra lo contraddistigua, si aggrappa ad ogni esile prova per risolvere l'omicidio, non immaginando che personaggi incontrerà. 
Non so se mi è piaciuto del tutto: certo una vicenda svolta con la storia dell'alluvione mi pareva molto interessante; solo che è come se rimanesse ad un livello base-lineare, fino a quando almeno la figura del commissario viene meglio delineata. Egli è un uomo giusto, dignitoso, vissuto in un'epoca che di dignitoso aveva ben poco. È un uomo profondamente deluso dai risvolti del boom economico, dalla solita divisione tra poveri e ricchi.
L'unica nota stonata è questa propensione a infatuarsi di donne giovanissime sperando, lui che di anni ne ha quasi 60, di risultare ancora vivo giovane e aitante. L'ho trovato troppo macchiettistico.
In sintesi una sufficienza: ho letto una bella storia ma senza troppi spunti.

domenica 18 luglio 2021

Ashley Audrain - La Spinta

 


Che storia difficile quella che ho letto in questo week end di luglio. Complice il caldo e di conseguenza il fresco della casa non mi sono concessa di dilungarmi molto nella lettura.

Le colpe dei padri ricadranno sui figli si diceva una volta; in questo caso la colpa è di madri che madri non si sentono e non vogliono esserlo. La vicenda si snoda attraverso tre generazioni di donne madri inconsapevoli di figlie femmine: che orrore una figlia femmina! Tranne l'ultima madre, quella che porta il fardello delle sue progenitrici e cerca di fare del suo meglio. Ma il suo meglio è abbastanza per la figlia? 

Intendiamoci, non scuso Violet, anzi penso che sia una maledetta, il frutto vivente di una serial killer. Ma come può una madre come Blythe far capire agli altri cosa lei ha già intuito? E qui sorge il solito dibattito: quando le donne smettono di essere persone agli occhi dei compagni per essere solo, come dice il libro, dispensatrici di servizi?

Questo libro è un po' come 'E ora parliamo di Kevin', ma molto più sottile, più incentrato sulla protagonista. Devo scrivere se mi è piaciuto? Si molto, potrei scriverne per ore sempre con argomenti diversi.

Consigliato, ma solo per chi ammette il fardello che ci si porta dagli avi.

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