lunedì 13 settembre 2021

Karine Tuil - Le cose umane

 http://thrillernord.it/le-cose-umane/


Ho iniziato da poco questa nuova avventura di collaborazione, la mia recensione la trovate al link soprastante. 

mercoledì 1 settembre 2021

Pascal Engman - Femminicidio

 http://thrillernord.it/femminicidio/


La Stoccolma descritta è piatta, quasi senza speranza; dominata dal caos dei rapporti personali e dalla perdita di valori.

Ci troviamo di fronte quasi ad una lente di ingrandimento che scruta, con occhio voyeuristico, la melma umana e al terrore sennonché odio che le donne suscitano ad un numero sempre maggiore di uomini: i cosiddetti incel– celibi involontari, che popolano a migliaia il web. Sono senza speranza perché brutti, perché incapaci di attrarre uno sguardo, perché in fondo sono inadeguati ai nuovi modelli di vita.

Leggere Femminicidio è un trip pazzesco e un pugno nello stomaco dove piccoli dettagli rimarranno a galleggiare nella coscienza quasi con un senso di fastidio e di incredulità.

venerdì 27 agosto 2021

Lenz Koppelstätter - Notte al Brennero

 



Sinossi. Il passo del Brennero: un luogo incastonato nelle Alpi e carico di storia, dove hanno soggiornato scrittoristatisticommercianti, e dove oggi transitano veloci le merci e i turisti che vanno dall’Italia in Austria e viceversa. Un posto tranquillo, come del resto è tutto l’Alto Adige. Eppureproprio qui il commissario Grauner e il suo collega napoletano Saltapepe si trovano di fronte a un omicidio raccapricciante. Un anziano del posto viene trovato brutalmente assassinato.

Da dove iniziare con questo giallo che sicuramente è il migliore di Koppelstätter?

Ho letto anche gli altri due suoi e sono solo il prologo di questo densissimo e entusiasmante viaggio nel Brennero. Il Brennero, paese di confine tra Austria e Italia da millenni, è il fulcro di una storia che si dipana tra presente, con l’uccisione di alcune persone, e il passato fino a toccare la storia personale di Grauner.

Amo questo commissario per professione ma allevatore di bestiame per passione perché è il più umano che abbia mai incontrato.

Sembra sempre di essere accanto a lui e di riuscire a vedere come lui solo vede: le montagne amate, il cibo e il buon vino, le vette da esplorare per osservare sempre da un’altra prospettiva.

Ed è proprio questo il tema principale: la prospettiva. Quello che si vede durante il giorno e quello che si percepisce durante la notte.

Quello che è vero e quello che non lo è. E come i demoni del proprio passato riescano finalmente ad emergere ed essere accettati.

Ho percepito l’amore dell’autore per queste terre e per le persone che vi abitano; ha cercato benissimo di far comprendere a noi cosa sia la realtà di vivere o di aver vissuto in Alto Adige quando era ed è terra di esuli senza permessi, di contrabbando, di affari illeciti e culla di persone perbene come di malintenzionati, disposti a tutto pur di preservare un briciolo di potere.

E’ un romanzo che reputo eroico e che consiglio vivamente.

www.thrillernord.it

giovedì 19 agosto 2021

Franck Bouysse - Nato da nessuna donna


 #neripozzaeditore

Ogni storia è resa grande dal proprio mistero, soprattutto quando tende al dolore. Di questo è convinto Gabriel, un giovane curato di campagna, cui viene inaspettatamente affidata un’ardua missione. Un giorno una sconosciuta si affaccia al suo confessionale, bisbigliando la storia di una donna morta in manicomio dopo aver ucciso il proprio figlio. Tra i suoi abiti sono nascosti dei quaderni che il curato dovrà prelevare durante la benedizione del corpo e portare via con sè. Per quanto confuso, Gabriel acconsente alla richiesta della sconosciuta. Il giorno della sepoltura, senza neanche aprirli, afferra i quaderni e li nasconde sotto la tonaca. Tra quelle pagine, scoprirα, è contenuta una storia che non può andare perduta e non può essere dimenticata: la storia di Rose... Rose ha quattordici anni e vive con la sua famiglia a Les Landes, una vecchia fattoria, quando suo padre, per colmare i numerosi debiti, decide di venderla a un ricco signore. Ignara, la giovane viene condotta a Les Forges, un imponente castello immerso nella foresta. Nell’antica magione vivono Charles e la sua anziana madre, una vecchia arcigna magra come un chiodo, perennemente avvolta in un lungo abito nero. La moglie di Charles, Marie, malata, trascorre le sue giornate chiusa nella propria stanza, da cui non trapela mai il minimo rumore. Rose dovrebbe occuparsi della casa e della cucina, un lavoro per cui la ragazza è ben disposta. Charles e sua madre non tardano, però, a svelare il loro vero volto: il volto di un mostro a due teste che non esita a costringere la giovane donna ad accettare il più crudele degli abbandoni.

Franck Bouysse Nato a Brive-la-Gaillarde nel 1965, è insegnante di biologia a Limoges[1].

Appassionato di letteratura gialla, ha esordito nel 2004 con il noir La paix du désespoir al quale hanno fatto seguito (al 2018) altri 11 romanzi e due raccolte di racconti[2].

Particolarmente apprezzato in patria, ha ottenuto nel 2015 il Premio Michel Lebrun per il romanzo Ingrossare le schiere celesti, un giallo che si svolge nei monti del Cevenne i giorni successivi alla morte dell'Abbé Pierre[3].

Romanzo che può essere definito come gotico, per gli ambienti descritti, per la cupezza che trasuda fino a tre quarti del libro. Di redenzione nell'ultima parte: un finale pieno di speranza e di amore, un giusto contrappasso per tutto quello che Rose ha dovuto sopportare nella sua vita. Una vita che sembra finta tanto è crudele e ignobile. Vediamo anche la storia del padre di Rose, schiacciato dal senso di colpa, e della madre, schiacciata dal destino di essere donna in una società rurale arcaica senza alcun mezzo di sostentamento. Quello che mi è piaciuto maggiormente è che per una volta i buoni sono definiti buoni e la malvagità è prerogativa dei cattivi: ruoli ben definiti come le vecchie fiabe; una maniera per scuotere nel profondo e farci prendere coscienza di parti nascoste di se'. Cosa si è in grado di fare per salvarsi e salvare le vite che amiamo? Ottimo il finale, dove i segreti vengono svelati e la possibilità di una vita migliore è alla portata dei protagonisti.

Merita.

martedì 17 agosto 2021

Jessica Bruder - Nomadland

 


Ogni giorno in America, il paese più ricco del mondo, sempre più persone si trovano a dover scegliere tra pagare l'affitto e mettere il cibo in tavola.

Saggio o racconto d'inchiesta della Bruder, giornalista che si occupa di sottoculture e questioni sociali. Per scrivere Nomadland ha vissuto per mesi in un camper, documentando la vita degli americani itineranti che hanno abbandonato la loro casa per vivere la strada a tempo pieno, unica via per non essere travolti da un'economia sempre più precaria, nella completa assenza di un welfsre state.

L'America non è nuova al nomadismo: già durante la Grande Recessione degli anni 30 "le roulotte entrarono per la prima volta nella produzione di massa" . Persone che non volevano più vincoli di affitto e diventate libere. Ma il sogno rimaneva unico: ritornare a possedere una casa e ritornare nei ranghi che la società impone. Con la crisi del 2008 moltissimi si ritrovano senza lavoro, senza la possibilità di onorare i debiti e così scelgono di essere workemper, una forza lavoro soprattutto over 50/60 che con un'ottica ottimistica accetta lavori da colossi della vendita online a costo minimo salariale e senza alcun tipo di assistenza.

"Ho trovato la mia gente: un gruppo raffazzonato di disadattati che mi hanno circondato con amore e accettazione. Per disadattati non intendo perdenti o sbandati. Erano intelligenti, compassionevoli, laboriosi americani a cui è caduta la banda dagli occhi. Dopo una vita a rincorrere il Sogno Americano, sono arrivati alla conclusione che non era altro che un gigantesco imbroglio".

Seguiamo quindi la vita di Linda e del suo sogno da ultrasessantenne: comprare un terreno dove costruire una Earthship. Incontriamo persone uniche che si danno una mano, che comunque devono "sopravvivere" per vivere, quando da noi, parlo di Italia, la pensione arriva come dovuta. Li di dovuto non c'è nulla, poiché contanto più le cose che le persone.

Libro profondamente ottimista e empatico senza scadere nell'ovvio. Imprescindibile per lo spaccato di America.

martedì 10 agosto 2021

John Woods - Lady Chevy


"A sentire la mia famiglia, il sottinteso è che la nostra comunità è salda grazie alla sua omogeneità etnica, alle origini, alle tradizioni culturali e ai valori condivisi".
Amy vive in una cittadina dell'Ohio sui monti Appalachi, da generazioni fonte di vita pura fino all'arrivo delle grosse società minerarie che, promettendo facili guadagni o intimidendo gli ignari cittadini, scavano e sbancano le montagne. Non solo, trivellano e inquinano l'impossibile con gli scarti di lavorazione e i composti chimici adatti alla lavorazione. E' qui che lei vive, diciottenne in attesa di fuggire, con una famiglia americana come tante, piena di debolezze, di ignavia e di codardia. E' qui che lei si muove, bullizzata da sempre per il peso maxi tanto da venire soprannominata Chevy perchè il suo sedere sembra il retro di una Chevrolet; ha due amici che forse conosce ma che non conoscono lei, anima in evoluzione.
"I tuoi sogni sono i tuoi sogni. E sono sogni belli e utili. Di questo non dubitare mai. Ma il mondo non ti stenderà il tappeto rosso. Il mondo se ne frega".
Amy vuole scappare e andare all'università, ma si lascia coinvolgere in un folle progetto dal suo amico Paul. Quali saranno le conseguenze di quella notte? Riuscirà a riemergere e a perseguire i suoi desideri?
"Il mio futuro sta per essere inghiottito. Per riprendermelo devo superare la tempesta. Non sono più stupida, basta maledire la sfortuna, l'ingiustizia o il fato, come una bambina che frigna".
Chevy è figlia del suo tempo, di un'America che sta per lasciare Obama per inneggiare Trump quale salvatore mondiale di ogni singolo americano, del tempo in cui è normale tenere fucili in casa e usarli sia per compiere stragi sia per atti individuali, senza emozione, senza pietà. Perchè l'anima che si risveglia, inquieta, è quella reduce del KKK e della salvaguardia della razza.
"Solo la violenza può salvarci, può salvare la razza bianca. Nient'altro". L'America descritta nella cittadina è una pentola a pressione, pronta ad esplodere, con qualche sbuffo di vapore ogni tanto.
"Non sono arrabbiato. Capisco che ci sono degli istinti al lavoro dentro di te. Desideri di cui non sei nemmeno ancora consapevole. I maschi nella tua posizione... sovvertono il genere dominante per mezzo delle donne, il romantico ventre molle". Non c'è amore per le donne americane: o sono oche e stupide, o attraversano l'oscurità dei loro cuori o ci vivono dentro, come la madre di Amy. 
"Noi funzioniamo solo in base a ciò che richiede la nostra biologia. Se abbracciassimo onestamente quello che siamo, svilupperemmo naturalmente una relazione superiore con la terra. Un ambientalismo efficace deve disumanizzare gli esseri umani". Come si fa a non essere d'accordo con questa logica folle, mostruosa? Solo L'uomo ha creato la civiltà ed ha provato orrore per la legge del più forte. Mors tua vita mea si diceva una volta, termine ancora usato dai più cinici.
"Mi diverte sempre il presupposto che i politici e la politica sarebbero la causa e non l'effetto di più ampie forze subliminali attive all'interno di una cultura. E' un mito che offre all'elettorato l'illusione della scelta. E' solo teatro, buono per intrattenere il gregge".
Romanzo durissimo, quasi un horror, una critica feroce al sistema corrotto che genera ricchi dai ricchi e poveri sempre più poveri. Amy dovrà scendere a patti con il buio della sua anima per recuperare il diritto ad una vita diversa e migliore; soprattutto di poter decidere quale futuro avere.
Indimenticabile.

 

sabato 7 agosto 2021

Madeline Miller - La canzone di Achille


 Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto.

Chi era Achille se non lo splendido eroe che conosciamo o dai classici o dal film 🎥 kolossal Troy? Qui c'è molto di piu: dall'infanzia presso il padre, dal rapporto con la madre Teti, ninfa del mare, da quello con Chirone suo insegnante, fino all'epilogo durante la guerra di Troia. Sempre assieme a Patroclo, voce narrante in vita e nell'aldilà. 

Ecco una storia che, come un buon film fatto bene, mi ha fatto piangere alla fine. È la narrazione di grande amore e fiducia, quando ognuno da' il meglio perché l'altro lo chiede, quando si viene spronati ad essere migliori di quello che si è. Ed è vero che Patroclo fu il migliore tra i Mirmidoni, saggio, pacato, coerente e leale. Un uomo degno di stima che ama, riamato, il suo Achille, il semidio con troppe profezie alle spalle. E Achille si rifugia in lui trovando uno scopo in quella sua vita troppo ambita da molti.

Una storia bellissima e scritta molto bene che evidenzia pregi e difetti di un'intera umanità. 

Assolutamente consigliato. 

Karine Tuil - Le cose umane

 http://thrillernord.it/le-cose-umane/ Ho iniziato da poco questa nuova avventura di collaborazione, la mia recensione la trovate al link so...